Abbiamo già sottolineato, in più di un’occasione, quanto sia importante il Terzo Settore e il volontariato per il nostro Paese. A poche ore dalla formazione del nuovo esecutivo che guiderà l’Italia, vorremmo sottolineare alcuni aspetti importanti.

Il mondo del volontariato è una risorsa tutta italiana, anche Papa Francesco ha evidenziato come sia prezioso all’interno del sistema sociale e della vita delle persone, soprattutto dei fragili. Il Governo deve riconoscere il valore etico e fondante del volontariato, di questo donarsi anche con gratuità. La Riforma del Terzo Settore è molto importante per riconoscere all’interno del nostro Paese la presenza di milioni di persone che si dedicano agli altri. Il Governo dovrebbe partire dallo snellimento della burocrazia, le norme sono importantissime ed essenziali, ma ci sono passaggi complessi che a volte frenano l’opera di molte associazioni.

Riteniamo, inoltre, fondamentale garantire ai giovani l’accesso ad attività complementari alla scuola, come lo sport, il teatro, la musica. Per questo sarebbe utile prevedere dei finanziamenti per quelle associazioni no-profit che operano in questo campo affinché si possano dare risposte certe ai giovani.

Molte associazioni del mondo del volontariato stanno subendo, come le famiglie e le imprese, gli effetti dei rincari dell’energia e dei carburanti. Tutte le organizzazioni no profit che hanno delle strutture sono in difficoltà nel provvedere al riscaldamento dei locali o nel garantire dei trasporti. Questo mette a rischio la tenuta di questa presenza sul territorio. Sarebbe importante, come per i cittadini, prevedere per le associazioni del volontariato dei bonus. Ma il Governo deve agire anche sul fenomeno speculativo, questo non solo a livello italiano, ma a livello europeo. Ovviamente, tutti possiamo metterci in gioco in un’ottica di risparmio, questa crisi non è per la morte ma per la vita, ci può educare alla sobrietà. L’importante è garantire che il mondo del volontariato riesca a continuare la sua opera: se le associazioni no profit dovessero chiudere perché schiacciate dai costi di gestione sempre più esorbitanti, questo si tradurrebbe con tutta una serie di servizi che non sarebbero più erogati.



Link all’articolo originale