La spiritualità fa bene alla salute, lo dice la scienza. Salute psichica e fisica vanno dunque a braccetto: coltivare “una vita interiore attiva” cercando perdono, compassione, altruismo e gentilezza aumenta il benessere e ha effetti positivi sulla salute. 

È l’argomento del Convegno ‘Spiritualità e Scienza: l’ultima frontiera della salute’ che si è tenuto a Firenze per celebrare i 70 anni del mensile Vita&Salute, organo di informazione della omonima Fondazione. 

E’ stato dimostrato come una dimensione spirituale sana e forte sia correlata a: minori ospedalizzazioni, migliore gestione della malattia e aderenza al trattamento prescritto, diminuzione dell’uso e abuso di sostanze, diminuzione della depressione e dei tentativi di suicidio. 

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Cibi industriali hanno effetti sul cervello 

Da qui l’importanza della gentilezza anche nell’approccio medico, tra dottore e malato che ha un’impatto profondo sulla relazione medico paziente. Da non trascurare anche l’aspetto del “prendersi cura di sé” anche attraverso un’attenzione per l’alimentazione: «Gli studi hanno rivelato le ‘relazioni pericolose’ tra cibi industriali, ultra processati, ricchi di zuccheri, sale e grassi sull’infiammazione e sul cervello. Sapori dolci, salati o grassi stimolano la secrezione di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere e della dipendenza che ha come effetto lo sviluppo di un’infiammazione cronica silente che lentamente danneggia la salute» dichiara Ennio Battista, già Direttore della testata e coordinatore editoriale.  

La meditazione cambia i nostri geni 

Come fare? “Per esempio, ritagliandosi una stanza e un momento per ‘coltivare’ il silenzio”, interviene Daniel Lumera, biologo naturalista, autore bestseller, docente e riferimento internazionale nell’area delle scienze del benessere, della qualità della vita e nella pratica della meditazione. “Siamo sovrastati dal rumore che ci impedisce di entrare in ascolto di noi stessi e delle nostre parti più profonde. È importante fermarsi un momento. Una modalità per farlo è la meditazione, medicina naturale che è in grado di esercitare un significativo impatto sul nostro DNA e, precisamente, sui telomeri, i cappucci dei cromosomi considerati dalle neuroscienze come i biomarcatori della longevità. Sono stati, infatti, dimostrati gli effetti positivi della meditazione sulla telomerasi, l’enzima che ricostruisce i telomeri, oppure sulla modificazione dell’attività di geni collegati con l’infiammazione, la morte cellulare, il controllo dei radicali liberi e, quindi, l’invecchiamento: secondo il Massachusetts General Hospital, in solo due mesi di pratica costante, la meditazione è in grado di modificare circa 1.500 di questi geni.”

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Spiritualità non è religiosità 

“In una società che rimane molto razionale, efficientistica e pragmatica il bisogno di spiritualità appare sempre più impellente. Senza spiritualità non c’è salute né emotiva, né fisica, né antropologica”, ha spiegato il professor Hanz Gutierrez, Docente di Teologia all’Istituto Avventista di Firenze. Spiritualità che non va confusa con la confessionalità. Cosa è la spiritualità? Non è solo fede religiosa, piuttosto una dimensione interiore di cui prendersi cura. La parte della realtà intangibile, oltre il mondo fisico, che si rivolge alla ricerca dell’essenza delle cose, dei significati. Possiamo dire che sia l’approccio interiore alla vita, un atteggiamento fatto di gentilezza, compassione, perdono, altruismo ma anche ricerca di una dimensione meno terrena dell’esperienza tramite preghiera e meditazione. Ma anche accettare ed essere consapevoli della propria umanità.

Cura del corpo e interiorità 

La  cura del corpo è sempre più inseparabile da quella dell’interiorità. Un famoso studio sulla rivista Jama ha valutato  la relazione tra frequentazione religiosa ed effetti sulla salute: la ricerca, durata 20 anni su 74.534 infermiere statunitensi ha rilevato che le persone che andavano ad una funzione religiosa vedevano ridotta la mortalità generale del 33%, del 27%  per le malattie cardiovascolari e del 21%  per quelle oncologiche. Sono  stati quindi analizzati i meccanismi che rendono conto della salute migliore:  rispetto delle regole, minore stress emotivo, maggiore capacità di perdono, minore pressione rispetto ai soldi, successo, status. 

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Prenderci cura degli altri ci fa stare bene 

Anche i comportamenti prosociali, di cura e aiuto rivolto agli altri, sono correlati all’attivazione di ormoni che contrastano lo stress e con gli effetti neurotossici da cortisolo (Brown et al. 2015). Con in aggiunta il rilascio di ossitocina: un neurormone implicato nell’organizzazione delle cure parentali, nei processi di attaccamento e nell’altruismo. La dottoressa Marsh, psichiatra tedesca dell’Università Carl von Ossietzky Oldenburg, in un recente studio pubblicato a dicembre dei 2021 su Neuroscience & Biobehavioral Reviews spiega come l’ossitocina abbassa i livelli di cortisolo, e inibisce il rilascio di Interleuchina 6 coinvolta nell’infiammazione.  

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