Professoressa Tamas, che cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
«Sono un’esperta del XVII secolo, il cosiddetto “secolo galante”, un’epoca in cui la galanteria era un tema centrale. Ho sentito la necessità di approfondire questo concetto quando, all’indomani del movimento #MeToo, si è acceso il dibattito sulla galanteria e sulla cosiddetta “libertà di importunare”. Mi sono resa conto che c’era molta confusione su questo termine e che andava chiarito nel suo contesto storico e culturale»
Che cos’è oggi la galanteria?
«Dipende da come la intendiamo. Il problema è che oggi la galanteria viene spesso ridotta a un gioco di seduzione che avvantaggia solo gli uomini. Eppure, nel XVII secolo ha rappresentato un progresso: ha dato spazio alle donne, ha permesso loro di esprimersi in una società che le voleva silenziose. Ha contribuito a ridefinire concetti come il matrimonio, la coppia e persino la politica. Oggi siamo ancora lontani da una parità effettiva e la galanteria, se correttamente intesa, può ancora rappresentare uno strumento di confronto e crescita».
La galanteria, all’epoca, è stata una rivoluzione.
«Nel XVII secolo, ha creato spazi di relazione fuori dal matrimonio e ha favorito una nuova interazione tra i sessi. In un’epoca in cui il matrimonio era imposto e la prima notte di nozze poteva essere vissuta come una violenza, la galanteria ha introdotto la riflessione sul consenso e sulle dinamiche di potere nelle relazioni.
La galanteria ha trasformato le relazioni di genere nel corso della storia?
«Assolutamente. Ha rappresentato una rottura con la virilità tradizionale, che era associata alla guerra e alla violenza. Le donne del XVII secolo hanno imposto una nuova forma di socialità nei loro salotti, basata sulla conversazione e sul rispetto reciproco. Questo ha modificato il modo in cui uomini e donne interagivano e ha creato un nuovo modello di uomo, più attento e sensibile. Tuttavia, questa trasformazione ha suscitato anche molte critiche e resistenze, come dimostrano le polemiche di autori come Rousseau»
Quali sono gli stereotipi sulla galanteria che il suo libro cerca di smontare?
«Il primo è che la galanteria sia un gioco in cui gli uomini agiscono e le donne restano passive. In realtà, ha dato alle donne un ruolo attivo nel dibattito sull’amore. Inoltre, si pensa che la galanteria sia per forza sessuale, artificiale e asimmetrica, mentre in origine era uno scambio reciproco, spesso platonico e basato sulla conversazione. Infine, spesso si confonde la galanteria con l’amor cortese, il romanticismo o la semplice educazione, quando in realtà ha una sua specifica tradizione storica».
