Chi pensa positivo supera facilmente gli 85 anni. E le donne ottimiste hanno un 15 per cento di vita in più delle pessimiste

Gli ottimisti vivono più a lungo e sono più sani. La scienza non ha dubbi sulla relazione tra salute e sguardo positivo nei confronti della vita, e dunque l’ottimismo è una risorsa da non sprecare, ma semmai da coltivare con estrema tenacia. Anche in tempi come questi che inducono a guardare il mondo con gli occhiali scuri.

OTTIMISMO ALLUNGA LA VITA

La cosa interessante, dal punto di vista scientifico, è che il cervello funziona con il motore dell’ottimismo e non viceversa. Quando apprendiamo qualcosa i neuroni registrano le informazioni che incoraggiano l’ottimismo, ma non quelle, inaspettatamente, indesiderabili. Immaginate di essere venuti a conoscenza di una grande vincita al gioco da parte di un vostro amico: ottima notizia, che il cervello in modo molto rapido elabora e inchioda nella vostra testa. Senza neanche prendere in considerazione i casi di persone, e questa è la parte negativa della notizia che viene respinta, che proprio per una vincita al gioco si sono rovinate la vita.

Se il cervello agisce in questo modo, ed è l’uomo con la sua azione, e a volte anche con l’irrequietezza della sua intelligenza, a spostare il baricentro dei pensieri verso la soglia del pessimismo, la domanda diventa questa: perché una scelta tanto saggia? Non è un miracolo, ma il modo di funzionare del cervello, programmato per sopravvivere, e proprio il naturale istinto alla sopravvivenza lo spinge a scegliere l’opzione dell’ottimismo. Quella che, appunto, fa vivere più a lungo.

POTERE DELL’OTTIMISMO

Un gruppo di ricercatori americani, della School of Medicine dell’Università di Boston, al termine di uno studio durato alcuni anni è arrivato perfino a mettere nero su bianco alcuni numeri importanti. Il soffio dell’ottimismo regala alle donne il 15 per cento in più di vita rispetto alle pessimiste, e agli uomini l’11 per cento. In generale chi è ottimista ha maggiori probabilità di superare la soglie degli 85 anni di vita.

BENEFICI DELL’ OTTIMISMO

Il valore della ricerca è stato confermato dal numero di persone prese in esame (quasi 80mila), dal rigore del metodo e dall’intervallo di tempo durante il quale gli uomini e le donne sono stati tenuti sotto osservazione. Alla fine, il capo del team, la psichiatra Lewina Lee, è stata in grado anche di dare risposte utili, molto utili, per spiegare come mai chi è baciato dall’ottimismo vive più a lungo.

In sintesi, le varie piste prese in esame portano a un unico capolinea: la vita lieve. Il soffio dell’ottimismo alleggerisce la vita, la rende sempre e comunque sopportabile, anche quando ci sembra davvero molto faticosa, e così spalanca le porte a una forma di prevenzione naturale dell’uomo.

L’ottimista sorride. E non rinuncia quasi mai a questa prerogativa. Con questo riesce a incassare meglio qualsiasi colpo, regola in maniera meno impulsiva le proprie emozioni (un elemento utile anche per tenere lontano lo spettro della depressione o dei facili e repentini cambiamenti d’umore), dorme meglio, affronta un qualsiasi avvenimento stressante con una buona dose di serenità. E senza abbattersi.

PREGI OTTIMISMO

L’ottimista riesce a seguire stili di vita più corretti senza fatica. Non deve sacrificarsi per mangiare meno, evitare i super alcolici, curare il sonno, svolgere attività fisica, andare in palestra, camminare all’aria aperta, magari in gradevole compagnia. Per l’ottimista questi sono comportamenti naturali, non hanno nulla di artefatto e di costruito. Appartengono al suo approccio con la vita, e dunque l’ottimista è una persona che ha sempre spazio e tempo per la cura di sé, della propria persona e dei propri interessi. Il suo metabolismo funziona meglio, come l’apparato cardiocircolatorio, la pressione e i polmoni.

L’ottimista guarda lontano. Il suo modo di stare al mondo non è schiacciato sul presente, e dunque difficilmente soffre lo stress della vita che sembra sempre sfuggire di mano ai pessimisti. Allo stesso modo, l’ottimista non si concentra solo a raggiungere traguardi immediati, ma piuttosto è più orientato su obiettivi di lungo periodo. E la sua vita non è oggetto di esami quotidiani, con analisi molto critiche e talvolta deprimenti, ma procede lungo un orizzonte da tempo lungo e lineare.

Questo significa, per esempio, che quando l’ottimista è convinto di un obiettivo, farà l’impossibile per realizzarlo, proverà sempre e comunque a crederci, a conferma del fatto che l’ottimismo è in qualche modo un sinonimo della parola volontà. E comunque esiste una stretta interdipendenza tra le due parole.

OTTIMISMO E SALUTE

Infine, l’ottimismo aiuta ad avere uno scopo. Anche quando le curve della vita volgono verso il basso. In particolare durante la vecchiaia lo «scopo» è una parola magica nel dizionario degli anziani: li aiuta a tenerli in vita in buone condizioni, senza spegnere, ma semmai accendendo, le funzioni psicofisiche. Motivo per cui l’ottimismo, almeno in modo indiretto, serve anche ad allontanare le malattie neurodegenerative legate proprio all’anzianità.

Una volta chiarita l’importanza dell’ottimismo, una vera strategia comportamentale, non si può negare la pressione incombente di un altro polo esistenziale: il pessimismo. Chi se ne può considerare immune? Chi ha tanta arroganza da ritenersi estraneo a fenomeni di abbassamento dell’umore che poi, a larghi passi, portano a forme depressive? Tra l’altro, se l’ottimismo si abbina alla volontà, il pessimismo è un sinonimo di intelligenza. Guardare le cose troppo in profondità, scavando troppo al loro interno, ci aiuterà anche a capirle meglio, ma certo potrebbe aumentare la nostra visione pessimistica della vita. Quella che ha accompagnato il pensiero di generazioni dei più grandi filosofi della storia. Come uscirne? Non esiste una prevenzione né tantomeno una terapia, se non l’idea, che dobbiamo portare sempre nel nostro cuore, a proposito del valore dell’esistenza. La vita, con tutti i suoi paradossi, con tutti i suoi dolori, con tutte le sue curve paraboliche, è e resta una cosa meravigliosa. Guai a sprecarla, senza bagnarla nell’acqua profumata dell’ottimismo, che è appunto è il profumo della vita.

Tornando ai benefici per la salute e in generale per la vita che si allunga con la scelta a favore dell’ottimismo, potete tenere a bada il pessimismo ricordando i risultati di due ricerche piuttosto recenti. Molto interessanti. Con la prima, firmata dalla Duke University, si dimostra che gli ottimisti guadagnano, lavorano e risparmiano di più. Dunque, hanno meno problemi economici dei pessimisti, forse solo per il fatto che non si avvitano sul lamento per i loro guai. Seconda scoperta: l’ottimismo, che riduce lo stress e tiene viva l’intelligenza, aiuta persino a resistere più a lungo al cancro. Sono stati presi in esame due gruppi di persone, di età inferiore ai 60 anni, in entrambi i casi malati dello stesso tipo di tumore, e sono stati divisi sulla base di due categorie. Ottimisti e pessimisti. Bene: i primi dopo otto mesi erano morti, i secondi hanno resistito molto più a lungo o sono riusciti persino a guarire. (nonsprecare)



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