In questi giorni leggiamo spesso dei problemi relazionali tra alunni e professori. La didattica a distanza non ha aiutato lo sviluppo interpersonale e, come la cronaca riporta, esistono anche casi di grande cattiveria. La classe dovrebbe essere un luogo protetto, un nido, dove chi lavora e chi studia, possano vivere con serenità. Maria Montessori, con il suo metodo e la sua visione di una scuola più consapevole, ci parla di come dovrebbe essere un insegnante.

Il metodo Motessori

Maria Montessori, la donna che rivoluzionò l'educazione pedagogica

Le caratteristiche di un insegnante per Maria Montessori

“Qual è il maggior indizio di riuscita per un’insegnante Montessoriana? Il poter dire: “Ormai i bambini lavorano come se io non esistessi”. Così scrive Maria Montessori. 

Il suo metodo, infatti, punta alla creazione di un rapporto empatico e paritario tra alunno e insegnate. Gli step per raggiungere questo livello sono diversi e ci spiegano come dovrebbe essere un insegnante:

L’opinione

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“In un primo stadio l’insegnante diventa la guardiana e la custode dell’ambiente; essa perciò si concentra sull’ambiente invece di lasciarsi distrarre dall’irrequietezza dei bambini; poichè è da esso che verrà l’attrazione che polarizzerà la volontà dei bambini.La prima cura dell’insegnante dovrebbe essere l’ordine e la cura del materiale perchè sia sempre bello, lucente ed in stato perfetto, e nulla manchi, così che al bambino tutto sembri sempre nuovo e sia completo e pronto per l’uso.Questo vuole anche dire che l’insegnante stessa deve essere attraente: piacevole per accurata pulizia, serena e piena di dignità. Dovrebbe studiare le sue mosse e renderle gentili e graziose il più possibile. Essa costituisce quanto vi è di più vivo nell’ambiente.

il caso

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In un secondo stadio viene considerato il comportamento verso i bambini. Nel periodo iniziale, quando la prima concentrazione non è ancora apparsa, l’insegnante deve essere come la fiamma il cui calore attiva, vivifica e invita. Essa non deve temere di disturbare qualche processo psichico importante; perchè questi non si sono ancora iniziati. L’insegnante che affascina i bambini, li interessa ad esercizi vari, che anche se non sono molto importanti di per se stessi, hanno il grande vantaggio di attirare i bambini. L’insegnante dovrà essere ora molto attenta: non deve interromperlo perchè questo interesse risponde a leggi naturali ed apre un ciclo di attività. Ma all’inizio è così fragile, così delicato che basta un tocco per farlo sparire come una bolla di sapone, e di far sparire insieme tutta la bellezza di quel momento. Non interferire significa non interferire sotto nessuna forma. E’ allora che più spesso l’insegnante sbaglia. Il bambino, che fino ad un certo momento ha dato molto disturbo, finalmente si è concentrato sopra un lavoro; se l’insegnante, passando, dirà soltanto:”Bene!”, ciò basterà perchè il malanno ricominci. Anche un altro bimbo trova difficoltà e l’insegnante interviene ad aiutarlo, quello lascerà che lei faccia e si allontanerà. L’interesse dei bambini non si concentra solo sul lavoro, ma più spesso sul desiderio di superare le difficoltà. Il grande principio che porta alla riuscita dell’insegnante è questo: appena la concentrazione ha inizio, fare come se il bambino non esistesse.”

 

Stella Grillo

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