Rosario Piccioni ha presentato un’interrogazione al sindaco per sapere «quali misure si stiano mettendo in atto o si vorrà mettere in atto per coinvolgere alcune aree della città e soprattutto alcune fasce di cittadini che, per varie ragioni, non sono informati sulle nuove misure anti – Covid e attivare azioni di sensibilizzazione e prevenzione adeguate».

Secondo il consigliere di Lamezia Bene Comune «occorre prevenire con ogni mezzo lo sviluppo di focolai che potrebbero divenire inarrestabili. Ci sono alcune aree della nostra città dove, per ragioni oggettive, ci sono condizioni che potenzialmente potrebbero innescare cause di dilagare del contagio. Penso ad alcune zone periferiche, al campo Rom di Scordovillo, dove spesso le abitazioni sono collocate le une accanto alle altre e la stessa dimensione delle abitazioni è limitata a un solo ambiente, con la possibilità di assembramenti tra nuclei familiari diversi. E ancora, guardando alla realtà della nostra comunità, dobbiamo riconoscere che ci sono fasce di cittadini che, certamente non per loro responsabilità ma per carenze di strumenti tecnologici e culturali, non fruiscono in maniera frequente dei mezzi di informazione e potrebbero addirittura non essere al corrente delle nuove misure di prevenzione. A molti di noi può sembrare impossibile, ma non tutti i cittadini hanno la possibilità di accedere a internet o di informarsi tramite gli organi di informazione».

Piccioni chiede che «l’amministrazione comunale, coinvolgendo le realtà dell’associazionismo e del volontariato, attivi prima possibile una campagna di informazione sulle misure di prevenzione e di sensibilizzazione dei cittadini. Certamente, laddove sarà necessario, occorrerà rafforzare i controlli a garanzia della salute di tutti. E’ chiaro, ormai lo sappiamo: il virus non fa differenze e il contagio può riguardare tutti in qualsiasi momento. Ma nella nostra città ci sono situazioni di maggiore fragilità umana e culturale sulle quali occorre avere la massima attenzione per impedire che possano diventare canali di diffusione del contagio e soprattutto tutelare la salute dei cittadini».





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